I problemi di una persona si affrontano meglio in gruppo. Una simile affermazione potrà sembrare alla maggior parte delle persone un concetto banale, od addirittura erroneo, ma dalle esperienze che si sono potute seguire, nelle diverse comunità psichiatrica che si possono trovare nella nostra nazione, si è visto che i risultati ottenuti sono stati di gran lunga migliori di quelli che si è stati in grado di ottenere in strutture dove non si dava molto peso al senso di appartenenza ad una comunità. L'essere a contatto con delle persone, che presentano le medesime difficoltà, renderà possibile sviluppare un'ottima empatia con le stesse nel momento in cui si vedranno dei miglioramenti. Il protrarsi di simili situazioni nel tempo rende possibile l'insorgere nella comunità psichiatrica di uno sviluppo positivo della personalità dei pazienti che li porterà ad essere parte attiva nella cura di altri pazienti. E' premura della struttura psichiatrica prendere atto delle potenzialità che ogni singolo paziente manifesta, e cercare di utilizzarle per rendere più agevole ogni passo delle diverse fasi che porteranno al completo reintegro del paziente nella sua vita di tutti i giorni.
Uno stadio estremamente importante di quello che sarà il percorso terapeutico, che porterà ad una completa guarigione del paziente, è il contributo che potranno dare i familiari, ma anche gli amici, nel momento in cui sarà loro accordato di poter visitare il proprio caro all'interno della struttura.
Il poter trascorrere dei momenti di relax, o magari anche di gioco, all'interno della struttura psichiatrica, rafforzerà la percezione del paziente di non essere stato abbandonato al proprio destino, ed una volta che si andranno ad analizzare queste sue emozioni nei gruppi di discussione con gli altri pazienti si potrà comprendere in maniera più accurata in che modo è riuscito a raffrontarsi con le persone esterne alla struttura in cui risiede al momento.
Non bisogna comunque considerare la comunità terapeutica come un luogo dove gli individui sono costretti a seguire delle direttive prestabilite, ogni percorso seguito è infatti totalmente soggettivo, ed è teso ,in primo luogo, a permettere al paziente di esprimere appieno la sua personalità, per poter rendere ogni istante della giornata trascorsa a contatto con lo staff che lo avrà in cura un piccolo passo sulla via della guarigione, e del ritorno ad una vita indipendente. La comunità terapeutica deve incominciare ad essere vista non come un luogo in cui le persone con dei problemi vengono custodite, e sorvegliate, ma piuttosto come uno strumento a disposizione della collettività per il reinserimento degli individui più disagiati della stessa.

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