La tipologia della struttura è di carattere riabilitativo, ne consegue che la finalità ultima del progetto è favorire un adeguato processo di reinserimento nell'ambiente sociale e relazionale e il raggiungimento di un benessere personale che permetta agli ospiti di recuperare una coscienza della propria "dignità umana" tale da restituire un senso e un valore alla vita.

Il raggiungimento di tale obiettivo si basa sull'elaborazione di Progetti Terapeutici Individuali (PTI) i quali tengono conto delle caratteristiche specifiche di ogni singolo ospite. Il Progetto Terapeutico viene delineato dal Direttore Sanitario e dal Coordinatore e viene presentano in èquipe dove viene discusso e approfondito. In tale documento sono definiti:

  • - le condizioni al momento dell'ingresso dell'ospite e del contesto attuale della struttura;
  • - gli obiettivi;
  • - le attività e le strategie per il raggiungimento degli obiettivi individuati;
  • - le modalità e i criteri di verifica;
  • - le modalità per la ridefinizione degli obiettivi.

Ai CSM interessati è data la possibilità di consultazione del contenuto del PTI e viene inoltre trasmessa una relazione annuale dell'andamento del Programma Terapeutico in corso.

Il Progetto terapeutico prevede un intervento integrato, globale che tenga la persona stessa al centro di tutto l'intervento, perché la malattia mentale, più di ogni altra patologia, investe la totalità dell'individuo, la sua stessa esistenzialità. Tenere la persona "al centro", significa quindi porre attenzione ai suoi bisogni, ma soprattutto alle sue capacità e potenzialità e guardare a ciò che sa fare e che può dare e non soffermarsi solamente a denunciare ciò che manca: solo partendo da quello che esiste si può costruire, dal nulla, nascerebbe solamente altro nulla.
L'ospite, allora, sperimenterà gradualmente nuovi rapporti, da quello con gli operatori della struttura a quello con il contesto sociale esterno, dei quali sarà protagonista principale e nei quali il supporto della residenza, nella sua totalità di funzioni, si farà gradualmente meno determinante.
Si attiva quindi un percorso di riabilitazione come educazione, inteso nel senso di agire sulle capacità della persona, affiancarla nella difficoltà, al fine di affrontare il disagio e accompagnarla nel suo progressivo riappropriarsi della propria realtà. Lo psichiatra responsabile sanitario, effettua un continuo monitoraggio dello stato di salute psichica e, in collaborazione con il medico di base, fisica degli ospiti, predisponendo gli interventi necessari.
Con questo progetto accettiamo il rischio di tracciare nuovi percorsi, anche in quelle situazioni da tutti ritenute disperate e/o dove inizialmente non si vedono possibilità di "miglioramento". In particolare in questi ultimi anni si è avviato un rapporto di collaborazione con alcuni OPG al fine di proporre ai detenuti presso tali strutture, percorsi alternativi al regime carcerario.
Attraverso il nostro lavoro a Villanova, con le buone prassi che negli anni hanno contraddistinto il nostro intervento, tentiamo di vivere e risvegliare una cultura che vede nelle persone più deboli non un peso, ma una risorsa per riscoprire e riaffermare i valori fondamentali di ogni uomo.

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